Psicoterapia per bambini, in italiano e in francese

 

Il tuo bambino presenta difficoltà come ansia, intensa timidezza, scarsa autostima, sentimenti depressivi, paure?

La psicoterapia è particolarmente indicata per curare i disturbi emotivi nei bambini.

 

La tecnica psicoanalitica viene utilizzata in maniera focale per affrontare tematiche ben precise e circoscritte: ciò permette di effettuare un lavoro rilevante dal punto di vista psicologico (non si tratta solo di eliminare un disagio, ma di comprenderne le origini e il funzionamento), pur senza un sovrabbondante investimento di tempo e risorse (allontanando così un timore che troppo spesso tiene i genitori lontani dallo studio dello psicoterapeuta).

 

Gli incontri sono condotti dalla psicologa Clorinda Venturiello iscitta alla Commissione degli Psicologi Belgi con il numero 772212271.

 

 La valutazione iniziale è fondamentale per inquadrare clinicamente il problema portato e verificare l’esistenza di condizioni favorevoli per l’applicazione di questo tipo di psicoterapia. 

 

Sarà quindi importante analizzare la situazione psicologica e relazionale non solo del bambino, ma anche dei genitori, che rappresentano uno strumento di lavoro fondamentale. 

 

Vengono quindi previsti incontri iniziali alla presenza dei genitori, se è possibile, insieme al bambino o di uno solo di essi.

 

A questa segue una seconda fase di incontri del terapeuta solo con il piccolo.

 

In chiusura è previsto un ulteriore colloquio congiunto con genitori e figlio, per esplicitare  le tematiche psicologiche prevalenti del bambino in relazione ai sintomi espressi e al significato che essi assumono all’interno delle relazioni familiari. 

 

Gli strumenti utilizzati sono quelli classici della tecnica psicoanalitica: gioco, disegno, colloquio, all’interno della relazione con il terapeuta, che non solo è osservatore, ma sin dall’inizio interagisce attivamente con tutti i soggetti coinvolti.

 

Attraverso questa metodologia, quindi, è possibile svolgere un lavoro congiunto con genitori e bambini che serva per rielaborare determinati vissuti e facilitare la relazione tra loro.

 

Le aree di intervento con i bambini 

 

Le manifestazioni di disagio dei figli che più sovente portano i genitori a rivolgersi a noi sono:

 

- Le paure che se protratte, assumo rilievo significativo e finiscono per limitare, l'autonomia, la socializzazione o altri aspetti della vita del bambino (paura di andare a scuola, paura del buio, paura immotivata di perdere una persona vicina, paura di una specie animale)

 

- Gli stati di ansia (timori eccessivi del giudizio dell'adulto e dei rimproveri, preoccupazione di non essere all'altezza, angosce di separazione)

 

- Le situazioni di blocco emotivo (difficoltà a esprimere le proprie risorse cognitive e affettive, inibizioni di varia natura)

 

- Difficoltà che coinvolgono l'alimentazione (rifiuto del cibo, desiderio smodato di mangiare, obesità infantile)

 

- Difficoltà che riguardano la defecazione o la minzione(encopresi, enuresi)

 

- Difficoltà che coinvolgono il sonno (incubi notturni, angoscia nel rimanere soli nella propria cameretta, difficoltà ad addormentarsi)

 

- Manifestazioni di aggressività (verso i coetanei, verso bambini di età diversa, verso uno o entrambi i genitori, verso un fratello o una sorella, verso altre figure adulte, indirizzate verso se stessi)

 

- Difficoltà a mantenere l'attenzione (a scuola, in qualsiasi contesto, insieme ad agitazione motoria continua)

 

- Problemi connessi al linguaggio (ritardo nell'acquisizione della parola, tendenza a parlare come bambini di età inferiore alla propria)

 

- Problemi di apprendimento (ritardo nell'apprendimento della lettura o della scrittura, difficoltà rispetto alla logica, ritardo nell'apprendimento della matematica)

 

- Problematiche relazionali: timidezza spiccata, stati di isolamento

 

Ci sono poi alcune situazioni di vita che il bambino può  trovarsi ad affrontare, che portano i genitori a chiedere un supporto rispetto a quella specifica fase o a quel determinato evento:

 

* Gelosie conseguenti alla nascita di un fratellino o una sorellina;

* Situazioni di separazione della coppia genitoriale;

* Malattia grave o morte di un genitore;

* Traumi (maltrattamenti, abusi, incidenti con effetti traumatici)