Logopedia per bambini, in italiano, francese e inglese

“L’nfanzia non è una gara a chi cammina prima, parla prima, legge prima…

L’infanzia è una fase della vita e ogni bambino ha il diritto di imparare nel rispetto dei propri tempi…”

 

Ma la Logopedia….cos’è?

 

La logopedia è una professione sanitaria che si occupa della prevenzione, dell’educazione e della rieducazione della voce, del linguaggio scritto e orale e della comunicazione per persone in età evolutiva, adulta e geriatrica.

In parole semplici, il Logopedista valuta se il problema comunicativo del bambino ha delle caratteristiche patologiche oppure se le difficoltà presentate sono solo una componente di ritardo evolutivo a cui seguirà uno sviluppo normale.


E il Logopedista?

 

 

Il Logopedista è una figura professionale indispensabile ormai in molte strutture, sia pubbliche che private (servizi di riabilitazione, poliambulatori, case di riposo, scuole). E’ compito del logopedista occuparsi di tutti i versanti del linguaggio, al fine di portare il bambino e/o l’adulto, il più vicino possibile alla normalità, utilizzando le metodiche e gli accorgimenti più adatti a ciascun caso, tenendo conto del quadro clinico e della problematica che sottende o consegue ai disturbi.
Il logopedista ha un ruolo importante in moltissimi settori:  nel campo dell'età evolutiva collabora alla diagnosi di disturbi specifici di linguaggio, di disturbi d'apprendimento, di disfluenze (balbuzie) … e si pone come riferimento nella loro rieducazione.  Nel campo della voce rieduca i disturbi vocali da disfunzione e post intervento, mentre  nel campo della neuropsicologia cognitiva formula diagnosi funzionali in soggetti cerebrolesi e programma iter riabilitativi personalizzati, coerenti e razionali.

 

Di cosa mi occupo:

 

  • disturbi specifici del linguaggio (dislalie funzionali di varia origine, fonologici, disprassia articolatoria, dispercezioni uditive e visive, disturbi semantici, disturbi morfo-sintattici, pragmatici)

  • deglutizioni atipiche

  • sordità infantili

  • disturdi dell’apprendimento (dislessia, disortografia, disgrafia, discalculia, general learning deseases)

  • cerebrolesioni e disartrie (disturbi centrali della motricità del distretto fono-articolatorio)

  • disfasia infantile

  • aberrazioni cromosomiche quali la sindrome di down

  • insufficienza mentale

  • disturbi della voce (disfonie)

  • disturbi della fluenza (balbuzie)

  • disturbi delle funzioni corticali superiori, con attenzione alla codifica e decodifica del linguaggio (afasia, agnosie, aprassie, disturbi dell’attenzione e disturbi della memoria)

    e altre

 

Un disturbo del linguaggio, come un ritardo o la sua completa assenza, possono dipendere da varie problematiche. In genere, si comincia a considerare tali difficoltà solo intorno ai 3 anni-3 anni e mezzo. In realtà, però, è già dai 2 anni e mezzo che si possono individuare delle problematiche che andrebbero affrontate nell’immediato.

 

Può trattarsi, per esempio, di un semplice ritardo (RS) che nel giro di alcuni mesi al massimo può risolversi tanto che il bambino svilupperà un buon linguaggio verbale. Oppure, può riguardare un disturbo specifico del linguaggio (DSL), in cui il ritardo è molto più accentuato e le parole o le frasi possono comparire molto più tardi, intorno a 4-5 anni. E in questo caso, tanto più tempestivo è l’intervento, tanto maggiori e più rapidi saranno i risultati.

 

Se ci sono dubbi sullo sviluppo del linguaggio del proprio bambino, è bene anche rivolgersi al proprio pediatra, che può indirizzare verso uno specialista, Neuropsichiatra infantile o Logopedista.

 

Una valutazione specialistica, sia  nei casi lievi che in quelli più complessi, rassicura i genitori e ciò non necessariamente implica una presa in carico terapeutica da parte del Logopedista.

 

Che cosa fa il logopedista con il bambino?

 

La valutazione iniziale ha lo scopo di definire il deficit di linguaggio, per cui si avvierà un trattamento per quanto riguarda il disturbo specifico che si individua (esempio deficit fonologico, semantico, pragmatico, ecc.).

 

In generale il logopedista agisce stimolando nel bambino i livelli di attenzione selettiva alle parole, tende a farsi ascoltare, a farle ripetere, a riconoscere e selezionare le differenze dei suoni ed i significati delle comunicazioni, lavora sulla costruzione delle frasi e sul loro significato. Nei casi di disturbo specifico, invece, avvierà dei protocolli di intervento mirati al disturbo individuato, lettura scrittura, ecc.

Oltre all’intervento mirato sul bambino, l’attività della logopedista prevede la creazione di una rete di collaborazioni con la scuola e la famiglia. In questi casi il riabilitatore cerca di trasferire gli obiettivi raggiunti in terapia al contesto sociale. Infatti, il momento riabilitativo non è sufficiente se non è accompagnato da una esperienza reale del linguaggio con gli altri.

 

Quante volte si deve andare?

 

In genere, una volta alla settimana di terapia non serve a nulla. Il bambino ha bisogno di continuità per comprendere le richieste riabilitative e inoltre deve avere un ambiente famigliare e scolastico che lo sostenga in questo percorso. A seconda del problema diagnosticato, si consigliano due/tre trattamenti settimanali.

Fino a quando si fa logopedia?

La lunghezza del trattamento dipende da molti fattori, ma soprattutto dal tipo di difficoltà presentate dal bambino: può durare qualche settimana, qualche mese o qualche anno.

 

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